Apparecchi Acustici visite gratuite

Disturbi dell’udito

Possono variare non solo nella tipologia, ma anche in origine e intensità
Si definisce sordità la perdita totale delle capacità uditive.
Si parla invece di compromissione dell’udito quando la perdita è parziale, con livelli che vanno da leggera a moderata, severa, profonda.
Se il disturbo interessa un solo orecchio si definisce unilaterale.
I deficit della funzione uditiva vengono anche definiti ipoacusie e possono essere classificati in cinque gruppi fondamentali
Trasmissive,Neurosensoriali, Centrali, Miste, Funzionali
Possono essere monolaterali, bilaterali simmetriche o bilaterali asimmetriche, considerando sia la simmetria d’intensità che quella di tipo.
In base all’epoca si classificano in: congenite, cioè presenti alla nascita (prenatali) o nell’immediata vicinanza del parto (perinatali), e postatali cioè insorte successivamente.
Oggi si preferisce l’aggettivo preverbali se insorte prima dello sviluppo del linguaggio e post linguali se insorte dopo lo sviluppo del linguaggio.
Le post linguali possono essere ad insorgenza improvvisa o, più spesso, progressiva.
In rapporto all’eziologia si classificano in genetiche o ereditarie ed acquisite. Per le prime è riconosciuta un’anomalia cromosomica mentre per le acquisite possono riconoscere cause molteplici quali le cause: infettive, vascolari, degenerative, autoimmuni, tumorali, iatrogene, ecc..
Le cause
La sordità può avere origine ereditaria: se uno o entrambi i genitori sono sordi, esiste il rischio elevato che lo sia anche il bambino.
La compromissione delle capacità uditive può svilupparsi anche per altre cause durante tutto il corso della vita di una persona.
Per i neonati: come effetto di malattie infettive tipo rosolia o sifilide, come conseguenza dell’uso di medicine ototossiche durante la gravidanza della madre oppure per nascita prematura, carenza di ossigeno, itterizia durante l’infanzia, ma non esclusivamente: come effetto di malattie infettive come meningite, morbillo, parotite epidemica, infezioni croniche dell’orecchio.
A qualsiasi età: come effetto dell’uso di medicinali ototossici(fra cui alcuni antibiotici e farmaci antimalarici) in grado di danneggiare la coclea, oppure a seguito di ferite alla testa, presenza di corpi estranei nell’organo, esposizione a rumori durante la vecchiaia come deficit generale dell’organismo.

scheda 4 livelli di ipoacusia

 

 

 

 

 

 

 

Prevenzione
L’ ipoacusia neurosensoriale può essere prevenuta vaccinando i bambini contro malattie infettive come il morbillo, la meningite, la rosolia e la parotite epidemica.
Altre misure preventive comprendono:• vaccinazione delle donne in età fertile contro la rosolia prima della gravidanza;
• test per la sifilide nelle donne incinte; miglioramento della cura prenatale;
• uso di medicinali ototossici soltanto in caso di prescrizione medica;
• notifica dei casi di neonati con itterizia per diagnosi e trattamento tempestivo;
• difesa dai rumori eccessivi, sia durante il lavoro sia nel tempo libero.
Per quanto riguarda l’ipoacusia di trasmissione, molti casi possono essere affrontati con un’adeguata prevenzione, preferibilmente sotto controllo medico,prima che lo diventino.
Un tempestivo intervento su neonati e bambini è fondamentale per evitare problemi di comunicazione e linguaggio.
Grazie a campagne di prevenzione adeguate, le persone con disturbi dell’udito dovrebbero essere sollecitate all’uso di apparecchi acustici e dei servizi di supporto.
Possono variare non solo nella tipologia,ma anche in origine e intensità.

I disturbi dell’udito e in particolare la sordità sono malattie fortemente invalidanti.

L’impatto economico e sociale sui singoli individui e sulla comunità può risultare molto pesante.

Nei bambini influiscono direttamente sul linguaggio e sulle capacità cognitive con conseguenze sull’apprendimento, mentre tra gli adulti condizionano l’attività lavorativa.

In tutti i casi la condizione finale risulta di forte isolamento sociale, con amplificazione del fenomeno tra le persone di basso reddito.